Nicola Matteini
"La musica è la mia droga. Il mio percorso inizia quando, in prima
media, stringo una profonda e duratura amicizia con un giovanissimo violinista,
mio compagno di classe. Compagno di classe che ora, con la sua brava laurea in
chimica e il diploma di conservatorio in tasca, fa il manager per un colosso della
finanza e vive con la famiglia a Manhattan."
Così Nicola Matteini descrive il suo rapporto con la musica,che iniziato
a quindici anni. Ben prima, all’età di circa sette anni, ha una “profetica
visione”: giovanissimo incantatore, seduce i passanti con un piccolo flauto.
A ventisei anni ha la fortuna di apprendere i primi rudimenti del canto armonico
dei monaci tibetani. Comprende allora il lato vibrazionale del suono, suono che
da quel momento cessa di essere per lui un fatto di natura meramente estetica.
Ora – dice – “esploro con altalenante entusiasmo l’universo-musica,
ciò che mi permette di entrare in contatto con molti, contribuisce a rasserenare
il mio animo, a rafforzare e a mettere talvolta in crisi la mia identità”.
I suoi maestri: Filippo Caramazza (metodo funzionale della voce), Carlo Denti
(viola da gamba), Pier Luigi Colonna (chitarra classica, armonia), Emanuela Di
Cretico, Celestino Dionisi e John Tyson (flauto dolce), Roberto Laneri (overtone
music). Si occupa di musica barocca (come interprete), lounge (come interprete
e compositore) e minimalista (come interprete e compositore). Utilizzando strumenti
di vario genere (campana tibetana, metallofono, vibra-tone), si divereo inoltre
a creare atmosfere per accompagnare reading di poesia.
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