Fabrizio Grosoli

Modenese, nato nel 1954, inizia la sua carriera nel campo della critica cinematografica e dell'organizzazione culturale. Ha collaborato a Ciak, Cinema e Cinema, e Cineforum e ha pubblicato e curato libri sul cinema italiano, tedesco (Cinema tedesco degli anni '70, scritto con Omer Pignatti, Werner Herzog, della collana monografica edita da Il Castoro, con Elfi Reiter), francese (Cinéma beur: generazione zero. Il cinema dell'emigrazione araba in Francia, con Piera Detassis)
Molto importante la sua esperienza festivaliera. Per quasi dieci anni, dal 1988 al 1997, è stato uno dei quattro direttori artistici di Riminicinema. Più di recente, è stato tra i selezionatori del Festival del Cinema Europeo di Lecce, della sezione DocItalia del Torino Film Festival, del concorso internazionale documentari del festival triestino Alpe Adria Cinema, nonché della Mostra del Cinema di Venezia tra il 1999 e il 2001. Nel 2003, sempre per la rassegna veneziana, è stato co-responsabile della sezione Nuovi Territori, per cui ha selezionato i documentari in concorso.
Altrettanto significativo è il suo lungo impiego nel settore televisivo privato, che ha dato il la alla sua carriera di produttore. Ha lavorato a Tele+ e Sky come responsabile della programmazione della sezione cinema e caporedattore dell'informazione cinematografica; a partire dal 1997, ha svolto attività di commissioning editor per il cinema e il documentario: in quest'ambito ha partecipato direttamente alla produzione di circa 100 documentari italiani. Forte di questa intensa attività produttiva, dal 2003 è passato alla Fandango di Domenico Procacci, dove è responsabile dell'area non-fiction (Fandango Doc).
Un percorso, quindi, sempre più marcatamente segnato dal documentario, non solo in ambito strettamente produttivo. Dal 2006 è direttore di Anteprimadoc Bellaria Film Festival, manifestazione a cui ha imposto una forte svolta tematica. Prima di iniziare la sua attività ha affermato: “Il nuovo corso di Anteprimadoc Bellaria Film Festival si caratterizzerà in modo determinante, se non esclusivo, per l'attenzione rivolta al documentario, una delle manifestazioni cinematografiche più interessanti di questo periodo".

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