Italo Calvino

Nato a Cuba nel 1923 e morto a Siena nel 1985, Italo Calvino è uno dei capisaldi della letteratura italiana contemporanea.
Durante la Seconda Guerra Mondiale. partecipa alla guerra partigiana, esperienza poi trasfusa in uno dei capisaldi della narrativa resistenziale, Il sentiero dei nidi di ragno (1947). Successivamente, ha modo di lavorare con svariati giornali e riviste, svolgendo pure attività di consulenza editoriale, soprattutto per Einaudi. Politicamente impegnato nel Partito Comunista Italiano, se ne dissocia dopo i fatti d'Ungheria; all'immobilismo del PCI nella circostanza, dedica il feroce apologo de "La Grande Bonaccia delle Antille", pubblicato nel 1957 su "Città aperta".
Nel suo universo di scrittore, convivono felicemente differenti vocazioni: quella neorealistica, cui sono riconducibili i racconti lunghi La speculazione edilizia (1957) e La nuvola di smog (1958); quella allegorico-fiabesca, che gli ispira la trilogia composta da Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), oltre ai racconti di Marcovaldo (1963); quella fantascientifica, da Le cosmicomiche (1965) a Ti con zero (1967); quella “combinatoria”, che comprende i romanzi degli ultimi anni (Il castello dei destini incrociati, 1973; Se una notte d’inverno un viaggiatore, 1979; Palomar, 1983).
La peculiarità di Calvino consiste però nella capacità di far convivere approcci e atteggiamenti contrastanti. Se un filo rosso può esser rinvenuto, consiste nell’impegno politico, ritenuto da Calvino, illumista convinto, “ancor più che dovere, necessità naturale dello scrittore d’oggi, e prima ancora che dello scrittore, dell’uomo moderno”.

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> Il sito italiano dedicato a Italo Calvino

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