Luciana Bianciardi

Figlia dello scrittore Luciano Bianciardi, e quasi omonima del padre (“non ha avuto, nel darmi il nome, molta fantasia” dice), come il padre svolge un’intensa attività di traduttrice dall’inglese. Tra le opere da lei tradotte ricordiamo soltanto Gita al faro di Virginia Woolf (BUR, 1995), Quando finirà la guerra di Stephen Becker (Sellerio, 2001) e Una banda di idioti di John Kennedy Toole (Marcos y Marcos, 2004, titolo originale A confederacy of Duncies), traduzione per cui si è aggiudicata il premio Monselice.
Nel 2000 a Milano ha fondato la casa editrice ExCogita, con cui ha pubblicato numerosi testi del padre. Tra gli altri: Aprire il fuoco, I minatori della Maremma, Il convitato di vetro, Il prete lungo e la raccolta di articoli L’alibi del progresso. Ha inoltre curato, insieme a Massimo Coppola e Alberto Piccinini, l’Antimeridiano, raccolta completa delle opere di Luciano Bianciardi, pubblicata dalla casa editrice Isbn in collaborazione con ExCogita.

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